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SWITCH Africa Green - Green to Grow
SWITCH Africa Green - Green to Grow
Settore: Agroalimentare
Paese: Kenya
Partner: Stockholm Environment Institute, Kenya. E4Impact Foundation Italy. Kenya National Chamber of Commerce and Industry, Kenya. Tangaza University College, Kenya. Jomo Kenyatta University of Agriculture and Technology, Kenya. Cassa Padana, Italy. SEFEA, Italy.
Anno di inizio: 2018

Il progetto “Green to Grow: A Revenue Generation Approach for SCP Dissemination in Kenya” si colloca all’interno del Programma SWITCH Africa Green dell’Unione Europea e si propone di ridurre l’impronta ambientale delle Micro e Piccole Imprese del settore agroalimentare in Kenya (MSME), rafforzandone la capacità di competere nei mercati locali e internazionali. In particolare, i beneficiari dell’azione sono le imprese attive nelle colture del mango, del caffè e nella produzione di prodotti caseari.

Le MSMEs individuate saranno formate su buone pratiche di Produzione e Consumo Sostenibile (SCP), identificate nella fase iniziale del progetto. Saranno messi in evidenza i benefici sull’impatto positivo che l’applicazione di tali pratiche avrà, in termini di valore del prodotto e di vantaggio competitivo delle MSMEs sul mercato. Grazie all’adozione delle pratiche SCP, le MSMEs saranno in grado di soddisfare le crescenti esigenze e gli standard richiesti dai mercati internazionali. Questo modello innovativo di empowerment sarà condiviso anche con altri operatori presenti in altri Paesi della sub-regione, in particolare Etiopia e Uganda. Per garantire lo scale-up delle micro e piccole imprese e l’applicazione delle soluzioni e dei processi che porteranno a migliori prestazioni SCP, sarà predisposto uno strumento finanziario dedicato, condiviso con investitori privati ed istituzionali, per migliorare l’accesso delle MSMEs alla finanza,  utile all’acquisizione di tecnologie e pratiche di SCP.

Attivare azioni innovative che contribuiscano a una positiva relazione tra sviluppo imprenditoriale e ambiente, generando altresì un impatto socio-economico positivo nelle comunità locali, è una priorità per Etimos Foundation e contribuisce tangibilmente al raggiungimento degli SDGs 12 (responsible production and consumption), 8 (decent work and economic growth), 13 (climate action) e 15 (life on land).

INFO sul workshop GREEN TO GROW a NAIROBI 

 

 

 

 

Contesto

Secondo i dati della FAO, il settore agricolo keniota rappresenta circa il 65% dei ricavi delle esportazioni del Paese, dando occupazione ad oltre l’80% della popolazione attiva. Inoltre, diretta e indirettamente, influenza altri settori importanti come il manifatturiero ed il turismo. Gli imprenditori del settore agricolo, tra i quali i produttori che dipendono quasi esclusivamente dai cicli delle piogge per produrre, diventano progressivamente vulnerabili alla siccità e alla crescente imprevedibilità dei sistemi climatici risultanti dal cambio climatico. A questi dati è necessario aggiungere che le filiere agricole sono ancora in processo/fase di sviluppo, attuano in un mercato non ancora consolidato in cui le migliore tecniche della gestione dei prodotti – lungo tutta la filiera produttiva – sono scarse o mal applicate. Il risultato di queste circostanze si riscontra in quantità significative di spreco sia per quanto riguarda il prodotto, che tende a marcire e perdersi lungo la filiera, che per quanto riguarda le opportunità di business: impedendo così che lo sviluppo economico e sociale attraverso l’aggregazione di valore ed il commercio possa portare prosperità al settore e al Paese.  

 

Con l’obbiettivo di superare queste difficoltà le micro, piccole e medie imprese (MSMEs) in Kenya intraprendono un graduale processo di appropriazione di pratiche e soluzioni sostenibili al fine di superare le difficoltà imposte dalla questione ambientale, provando allo stesso tempo a rafforzare la sostenibilità economica e sociale delle loro iniziative imprenditoriali in cerca di un maggior e miglior accesso ai mercati, locali, regionali ed internazionali.

È quindi in questo contesto che nasce il progetto Green to Grow: a revenue generation approach to sustainable consumption and production in Kenya. A partire di un co-finanziamento dalla Unione Europea di circa 1.3 milione di euro Etimos Foundation ha formato un partenariato composto di istituzioni di diversi settori e con competenze complementari, permettendo loro di sviluppare e disseminare insieme la conoscenza locale associata al rafforzamento delle capacità imprenditoriali delle MSME nel settore agricolo, servizi di facilitazione finanziaria alle stesse incluso lo sviluppo di modelli innovativi della finanza verde ed alternativa. Inoltre, a livello di politiche pubbliche, il progetto permette al Paese di implementare il suo impegno ad adempiere gli obbiettivi di sviluppo sostenibile firmati presso le Nazioni Unite, in particolare SDG nr.12 Sustainable consumption and production, permettendo così al settore – e potenzialmente anche al Paese – di intraprendere la transizione verso un sistema produttivo sostenibile a livello economico, sociale e d ambientale.

 

 

 

 

Catena di Valore

Il progetto Green to Grow ha come obbiettivo lo sviluppo di tre catene di valore nel settore agricolo, che si inseriscono nel sub-settore del mango, del caffè e dei latticini. Nel caso del primo sub-settore, si tratta di una filiera tradizionalmente importante a livello domestico, caratterizzata da una rilevante capacità di aggregazione di valore e con un recente aumento della domanda da parte di compratori internazionali ad esempio la Cina, gli Emirati Arabi Uniti e l’Unione Europea. Per quanto riguarda il caffè, si tratta di un mercato storicamente votato all’esportazione, il quale negli ultimi decenni ha sperimentato un calo importante nella capacità produttiva, ma negli ultimi anni sia governo che produttori si stanno impegnando, in uno sforzo congiunto, per riportare il sub-settore ai livelli di produzione precedenti questa recente contrazione. Infine, il sub-settore dei latticini è caratterizzato da vocazione prevalentemente domestica e piccoli produttori diffusi su tutto il territorio nazionale, insieme ad alcuni maggiori produttori nazionali.  La filiera attualmente sta attraversando un processo di consolidamento e sviluppo dei mercati di esportazione a livello regionale e, così come sta accadendo per il sub-settore del caffè, prova ad aumentare i livelli di produzione riportandoli alle importanti quantità registrate nel passato, aggiungendo a questo un’ulteriore capacità di aggregazione di valore con prodotti come burro, yogurt e formaggi.

 

 

 

 

 

Struttura del progetto

Il partenariato guidato da Etimos Foundation include due istituzioni universitarie keniote, un istituto di ricerca ambientale svedese, la Camera di Commercio keniota, due istituzioni finanziarie italiane e una fondazione di imprenditorialità sociale legata alla School of Business dell’Università Cattolica di Milano. Quest’insieme di attori ha concepito una struttura progettuale che prevede la mappatura delle pratiche locali di produzione e consumo sostenibili, un programma di formazione agli imprenditori dei tre sub-settori in cui vengono rafforzate le basi della gestione d’impresa sostenibile (sia a livello economico-sociale che ambientale) ed il miglioramento dello loro modello di business, attraverso l’introduzione delle pratiche di produzione e consumo sostenibili. Inoltre, questi nuovi modelli di business vengono ulteriormente sviluppati attraverso l’elaborazione di un business plan, che viene condiviso con un gruppo di istituzioni finanziarie sia nazionali che europee. Infine, il progetto prevede anche lo sviluppo di un modello per la creazione di uno strumento finanziario innovativo relazionato alla transizione verde.

 

 

 

 

 

Attività svolte

 

Le attività riguardanti la mappatura e la diffusione delle pratiche di consumo e produzione sostenibili (SCP) in Kenya sono state realizzate attraverso attività di formazione, nel corso della quali sono stati presentati i vantaggi economici, sociali ed ambientali derivanti dall’applicazione delle pratiche nel processo produttivo e di aggregazione di valore nei tre sub-settori. In totale 104 tra micro, piccole e medie imprese hanno partecipato alla formazione, grazie alla quale hanno imparato oltre 60 soluzioni di SCP applicabili in tutta la catena di valore. Sempre nell’ambito di questi incontri di formazione le micro, piccole e medie imprese hanno partecipato anche a corsi riguardanti le migliori pratiche nella gestione aziendale e riguardanti l’impatto sociale e la transizione verde, seguiti da sessioni di business coaching individuali per lo sviluppo del modello di business ed analisi della struttura di costi.

Il risultato della conoscenza accumulata e condivisa in questi incontri di formazione è stato la redazione di manuali, i quali forniscono linee guida per strutturare la formazione di corsi ad associazioni di categoria in Kenya, Etiopia ed Uganda.

 

 

Gli effetti del COVID19 sulle attività in fase di implementazione 

 

Fra le attività previste dal progetto, alcune erano già in fase di implementazione ed ora si trovano in un processo di transizione per definire i modi in cui la loro realizzazione si adatterà alle nuove circostanze post emergenza Covid-19. Un esempio pratico è rappresentato dalle attività di formazione per quanto riguarda lo sviluppo del business plan e l’accesso al credito, che verranno realizzate tramite un serie di corsi on line e webinars. Le attività on line vengono seguite da sessioni di business coaching online, con lo scopo di dare supporto tecnico nell’elaborazione del business plan. Inoltre, sempre sfruttando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, si stanno realizzando azioni mirate di comunicazione nei social media quali Facebook, LinkedIn, Twitter.

 

Per quanto riguarda le attività ancora da svolgere, sono in programma la formazione delle associazioni di categoria – in Kenya, Etiopia ed Uganda – eventi di awareness raising su SCP e la transizione verde nelle contee urbane e rurali del Kenya, competizioni di business plan seguite da eventi di networking con istituzioni finanziarie e stakeholders della filiera. Sempre in programma, è prevista l’elaborazione di un modello per la creazione di uno strumento finanziario verde e l’evento di chiusura del progetto dedicato a diversi stakeholders dei tre sub-settori e della comunità di professionisti della cooperazione allo sviluppo internazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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