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Valori e Storia

Solidarietà, innovazione, credito, sviluppo, trasparenza e impatto: sei parole chiave per dire in cosa crediamo, cosa abbiamo imparato, cosa facciamo e come lo facciamo.

Una lunga storia

1989


Etimos nasce con il nome di Ctm-Mag all’interno di un movimento di impegno civile che si afferma in Italia alla fine degli anni ’80. Ne fanno parte migliaia di persone, che appartengono a mondi diversi - volontariato, cooperazione, pacifismo - ma sono unite dagli stessi ideali di uguaglianza sociale e vogliono concretizzarli attraverso azioni concrete di giustizia economica. In questo contesto Ctm-Mag opera come cooperativa di autogestione del risparmio per sostenere lo sviluppo del commercio equo e dell'economia sociale in Italia.

1989

1997


A febbraio, a New York, si tiene il primo Microcredit Summit. Un evento storico, che apre nuovi scenari per la lotta alla povertà nel sud del mondo. Ctm-Mag è l’unico pratictioner italiano presente, assieme a oltre 3000 delegati, in rappresentanza di 137 paesi.

1997

1999


È un anno fondamentale. Con l'avvio di Banca Etica, di cui è tra i soci fondatori, Ctm-Mag cambia nome in Etimos e si trasforma in un consorzio cooperativo internazionale. Etimos sposta la sua attenzione dal contesto italiano ai paesi del sud del mondo, con attività in Africa e America latina. Accanto al Consorzio nasce anche Fondazione Choros, che prenderà poi il nome di Etimos Foundation. La fondazione si occupa di ricerca, progettazione, formazione e promozione culturale sui temi della finanza sociale e della cooperazione.

1999

2001


Consorzio Etimos e Fondazione Choros estendono la loro presenza nei Balcani, in Kosovo e Bosnia. In questi paesi, per la prima volta, il microcredito viene usato come strumento di ricostruzione post emergenza, in una duplice chiave: da un lato per intervenire su un tessuto sociale distrutto dalla guerra, dall’altro per accompagnare la delicata transizione da un modello di stampo socialista all’economia di mercato.

2001

2004


Il 26 dicembre uno tsunami violentissimo colpisce le coste dell’Oceano Indiano, provocando centinaia di migliaia di morti. Su incarico della Protezione Civile, Etimos interviene in Sri Lanka, dove gestisce un fondo di oltre 6 milioni di euro, nell’ambito degli interventi di ricostruzione.

2004

2005


Si celebra l’Anno internazionale del microcredito, proclamato dall’Onu, Etimos entra a far parte del Consiglio Nazionale del Comitato Italiano per il Microcredito. L’assemblea di tutti i soci Etimos, riuniti in Perù, sottoscrive la Carta di Cusco: un vero e proprio patto tra organizzazioni del nord e del sud del mondo, per disegnare un nuovo modello di cooperazione e di sviluppo. A ottobre parte il Master di primo livello in finanza per lo sviluppo, promosso e coordinato da Etimos, in collaborazione con la Facoltà di economia dell'università di Parma.

2005

2006


L’assegnazione del premio Nobel a Yunus fa conoscere al grande pubblico l’efficacia del microcredito e attira l’interesse dei grandi investitori. Etimos cresce, senza tradire la sua vocazione sociale. Estende la sua presenza in Asia e rafforza le attività in America Latina e in Africa.

2006

2009


Tra il 2007 e il 2009 Etimos apre gli uffici regionali in Sri Lanka, Senegal e America Latina. È il primo passo di un processo di decentramento che valorizza le competenze e il protagonismo dei partner locali nei paesi in via di sviluppo, così come sancito dalla Carta di Cusco. A fine 2009 Fondazione Choros si trasforma in fondazione di partecipazione e prende ufficialmente il nome di Etimos Foundation.

2009

2010


Si riapre il fronte dell’operatività in Italia. La Protezione Civile affida a Etimos 5 milioni di euro per gestire un intervento di microcredito post emergenza all’Aquila e nei comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009: parte il progetto Microcredito per l’Abruzzo.

2010

2011


Etimos è promotore e advisor manager di due fondi d’investimento specializzati in microfinanza, che vengono lanciati nel corso dell’anno: Etimos Fund e Fefisol (Fondo europeo di investimento solidale per l’Africa). Nel frattempo lo sviluppo delle attività di microcredito in Abruzzo porta alla costituzione di una società specializzata: nasce Microcredito per l’Italia, impresa sociale e intermediario finanziario riconosciuto da Banca d’Italia.

2011

2012


Un ulteriore passo in avanti per le attività in Italia. Renzo Rosso, fondatore del marchio Diesel, affida a Etimos 5 milioni di euro per un intervento post emergenza nei comuni dell’Emilia e della Lombardia colpiti dal terremoto.

2012

2014


Etimos compie 25 anni. Con più di 120 milioni di investimenti, in oltre 30 paesi, a favore di organizzazioni di microfinanza, cooperative di piccoli produttori e imprese sociali, viene riconosciuto come pioniere e best practice nel campo dell’impact investing. Il presidente di Etimos Foundation, Marco Santori, viene invitato a far parte dell’Advisory Board italiano della Task Force del G8 sul social impact investment. Allargamento delle attività in Asia: grazie a un progetto di intervento post emergenza nelle isole delle Filippine recentemente colpite da un tifone.

2014

2015


Etimos si propone come un network internazionale di organizzazioni che promuovono investimenti e progetti per migliorare la vita delle persone. Ne fanno parte: Etimos Foundation, Consorzio Etimos, Microcredito per l’Italia, Etiecuamos, Etimos Africa ed Etimos Lanka. Marco Santori, presidente di Etimos Foundation, è nominato membro del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo, come rappresentante delle organizzazioni della società civile.

2015

La nostra è una storia lunga 25 anni.

Comincia all’interno di quel filone di economia sociale e civile che si afferma in Italia alla fine degli anni ’80. Ha le sue radici nelle cooperative di autogestione del risparmio e nella finanza solidale; ha sostenuto il commercio equo come forma di alleanza tra consumatori del Nord e produttori del Sud; e ha finanziato la crescita della cooperazione sociale e del non profit in Italia.

Alla fine degli anni ‘90 siamo stati tra i primi a utilizzare in modo nuovo gli strumenti della finanza nello scenario della cooperazione internazionale. Abbiamo creduto nel microcredito, nel sostegno a un'agricoltura che non sfrutta i piccoli produttori ma li aiuta a crescere, in progetti comunitari che operano come vere e proprie imprese sociali. Un impegno che continua ancor oggi e si è concretizzato in quasi 100 milioni di euro di investimenti a sostegno di oltre 120 organizzazioni locali in Africa, Asia e America Latina.

Dal 2009 facciamo microfinanza anche in Italia. Siamo convinti che il microcredito possa essere uno strumento di sviluppo e di welfare al tempo stesso, capace di arginare il declino e l’impoverimento delle società più ricche.