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Bilancio sociale 2014 di Microcredito per l'Italia

Riportiamo di seguito l'introduzione al bilancio sociale di Paolo Nicoletti, presidente di Microcredito per l'Italia.

Microcredito per l’Italia è nato nel segno di una duplice sfida. Da un lato la volontà di allargare anche nel nostro paese l’ambito d’intervento del microcredito, sia come strumento di sviluppo economico a sostegno della microimpresa che come opportunità per sperimentare forme di welfare innovativo. Dall’altro l’ambizione di agire come impresa sociale, adottando uno status inconsueto per un intermediario finanziario e, in generale, poco diffuso in Italia.

Essere impresa sociale, per noi, significa collocarsi nel solco di una tradizione di impegno che parte dall’individuazione di nuove emergenze sociali per definire a sua volta risposte innovative. Dove la novità è soprattutto una novità di approccio e di gestione dei processi; tanto più in un ambito, come quello del microcredito, dove a contare non sono tanto i tecnicismi, quanto la capacità di costruire (spesso di ri-costruire) relazioni e legami sociali che la diffusione di un modello economico orientato alla massimizzazione del profitto ha contribuito a spezzare e ora la crisi ci aiuta a riscoprire.

Per definizione l’impresa sociale si colloca in uno spazio intermedio: dove lo Stato non può arrivare, per mancanza di risorse e di competenze specifiche, e il mercato non vuole o non può spingersi, a causa di rischi eccessivi o margini di profitto ritenuti poco appetibili.

Microcredito per l’Italia si riconosce nella concretezza di questa definizione, non solo come spazio ibrido, intermedio, ma come luogo dove mondi e attori diversi si incontrano, dialogano e agiscono in sinergia. Ne risulta una catena di valore che tiene assieme il mondo non profit delle fondazioni (cui appartiene interamente la base sociale), l’universo del volontariato e dell’associazionismo, il sistema bancario (nella sua dimensione cooperativa e popolare), la realtà della micro e piccola impresa (come target prevalente di clientela), le famiglie. Ed è proprio la specificità di questa catena di valore, economico e sociale insieme, che abbiamo cercato di rappresentare attraverso i dati e le riflessioni di questo bilancio sociale. Buona lettura!

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