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News
05/05/2013
Microcredito per l'Italia diventa grande. Grazie a Etimos Foundation.

Etimos Foundation ha il microcredito nel proprio DNA. Lo dimostra il fatto che è l’unica realtà italiana a riunire in sé tre caratteristiche: una competenza specialistica in materia di inclusione finanziaria, un’esperienza più che decennale e un impegno sul campo che si è sperimentato prima nei Sud del mondo per svilupparsi poi in parallelo anche nel nostro paese.

Su quest’ultimo fronte il punto di partenza è stato rappresentato dall’ideazione, su incarico della Protezione Civile, di un progetto post emergenza in Abruzzo, dopo il terremoto del 2009. Dal successo di questo intervento, ancora oggi in corso, Etimos Foundation ha preso lo spunto per costituire, a fine 2011, MxIT-Microcredito per l’Italia, un’impresa sociale specializzata in microcredito e inclusione finanziaria, che ha ricevuto già nel 2012 l’autorizzazione come intermediario finanziario da Banca d’Italia.

In un contesto italiano caratterizzato da un grande fervore di iniziative, ma anche da una varietà di approcci, modelli e metodologie che talvolta si traduce in una frammentazione di esperienze, MxIT compie una scelta precisa: fare del microcredito il proprio core business, con una vocazione spiccatamente sociale ma un intento che va oltre la pura testimonianza. E questo la distingue da altri attori, per i quali il microcredito rimane uno strumento complementare, che affianca o integra le loro attività caratteristiche nel campo della promozione sociale, del sostegno alla microimpresa o del credito.

Credo che questi siano i presupposti necessari per spiegare quello che MxIT è diventata rapidamente, in termini di risultati, di modello operativo e di connotazione specifica all’interno del panorama nazionale.

Partiamo dai numeri, che a maggio 2013 hanno la consistenza di oltre 16 milioni di euro erogati, quasi 700 beneficiari raggiunti e un tasso di insolvenza inferiore all’1%, relativamente a due distinti filoni d’intervento. In questi due anni e mezzo, alle attività nel post terremoto abruzzese si sono aggiunte, infatti, nel corso del 2012, quelle avviate a favore della popolazione colpita dal nuovo sisma in Emilia, Lombardia e Veneto. Qui MxIT gestisce le risorse messe a disposizione da Renzo Rosso, fondatore del marchio Diesel ma soprattutto filantropo innamorato del microcredito.

Due filoni d’intervento paralleli, ma un unico modello operativo. In entrambi i contesti, MxIT opera tecnicamente attraverso la gestione di un fondo di garanzia, che permette la concessione di finanziamenti a famiglie, piccole e microimprese e soggetti del Terzo settore, altrimenti esclusi dal sistema bancario ufficiale. Il processo di selezione delle domande passa attraverso il filtro di volontari e associazioni locali. L’erogazione invece avviene attraverso le banche aderenti (che utilizzano fondi propri), nell’ambito di un accordo che le impegna a garantire un effetto leva in grado di innalzare il plafond disponibile.

La scelta di questo modello deriva dalla volontà di coniugare il più possibile valore sociale e sostenibilità nel tempo. Per realizzare questo obiettivo, MxIT mette in campo tutti i propri asset: competenze finanziarie specialistiche; un’ottima capacità di lettura e ascolto dei bisogni, che si applica sia a livello macro (di territorio), sia a livello micro (di singola storia); una struttura operativa snella e flessibile, però in grado di coordinare l’intero processo, dall’ascolto all’erogazione, dall’assistenza al monitoraggio. In questo quadro la strada della collaborazione con il sistema bancario, pur non essendo esclusiva (altri contesti e altri obiettivi potrebbero suggerire presto a MxIT anche l’opzione dell’erogazione diretta), ha offerto fino a oggi diversi vantaggi: ha restituito alle banche il loro ruolo primario di soggetti erogatori del credito, anche in condizioni di oggettiva difficoltà; le ha coinvolte in un’operazione di sviluppo economico del territorio che non viene affidata a un circuito finanziario alternativo o parallelo; ha permesso una reale moltiplicazione delle risorse destinate alla popolazione. Rispetto a quest’ultimo punto vale la pena ricordare che in Abruzzo in due anni e mezzo di operatività si è arrivati quasi a triplicare le potenzialità del fondo a disposizione: 4 milioni e 500mila euro hanno garantito l’erogazione di prestiti per oltre 14 milioni euro e rendono plausibile l’obiettivo di raggiungere i 25 milioni nel corso del prossimo anno.

C’è, infine, un ulteriore elemento che, ancor più della rapidità dei risultati o della scelta del modello operativo, connota MxIT. Ed è la sua vocazione specifica a sostegno della micro e piccola impresa, target che ha beneficiato del 90% del volume di finanziamenti erogati fino a oggi, con un’attenzione particolare per le categorie tradizionalmente più svantaggiate nell’accesso al credito: start-up e forme di autoimpiego (35%), attività gestite da donne (38%) o da giovani (20%). Possiamo dire che, in contesti colpiti da calamità devastanti e danni ingenti al sistema produttivo, MxIT ha interpretato un ruolo prezioso: quello di chi inietta nel tessuto economico le risorse in grado di riattivarne i circuiti virtuosi, e lo fa mirando il proprio intervento ad una fascia di beneficiari che coincide con i settori forse più deboli ma al tempo stesso più preziosi per la sopravvivenza di un’economia di prossimità, con la ricchezza di legami sociali, di capitale umano e di valorizzazione del territorio che questa nicchia porta con sé.

In Emilia e Abruzzo, dove abbiamo operato fino a oggi (pur con le enormi differenze tra i due contesti), ci siamo resi conto che, per questo target, sempre più spesso le difficoltà contingenti legate al terremoto si sovrappongono e intrecciano con gli effetti di una crisi economica diffusa, tanto da non riuscire quasi a distinguere le une dagli altri. In entrambi i casi il nostro microcredito si rivela una risposta efficace, spesso la sola disponibile. Da questa consapevolezza deriva la volontà e l’opportunità di sperimentarci, fin dai prossimi mesi, anche in altri territori, come attori innovativi di sviluppo economico e di coesione sociale. 

 

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