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News
05/04/2013
All'Aquila c'è una ricostruzione che funziona. Lo dimostrano i risultati del nostro progetto di microcredito.

Oltre 13 milioni e 500 mila euro di crediti erogati da gennaio 2011 ad oggi, per un totale di 570 finanziamenti, suddivisi fra imprese (352), famiglie (200), cooperative e associazioni (18). Sono i risultati, aggiornati al 31 marzo 2013, del progetto “Microcredito per l’Abruzzo”, ideato e gestito da Etimos Foundation grazie a un fondo iniziale di 5 milioni di euro messo a disposizione dalla Protezione Civile.

A quattro anni dal sisma possiamo dunque dire che c’è una ricostruzione che procede, all’Aquila e nei comuni del cratere. Non riguarda gli edifici o le infrastrutture, ma un elemento altrettanto importante per il futuro della città e di chi ci abita. Parliamo della ricostruzione del tessuto economico locale, in particolare di quella fascia più debole, fatta di piccoli commercianti, artigiani e altre attività del terziario, che in questi anni ha subito un duplice colpo: il terremoto prima, e una congiuntura economica costantemente negativa dopo.

Sono loro, i microimprenditori, i principali destinatari di un aiuto che si è concretizzato sotto forma di credito: oltre l’85% del volume di finanziamenti erogato (ovvero 11 milioni e 500 mila euro) è andato al target impresa, con un’attenzione particolare per categorie spesso sfavorite o escluse dal credito, come le start up (che hanno ricevuto il 35% dei finanziamenti), le donne (38%) e i giovani (20%).

Contano i risultati, ma anche i mezzi utilizzati per raggiungerli. Un dato in particolare: gli attuali 13 milioni e 500 mila euro di finanziamenti erogati, che continuano a crescere al ritmo di 8/900.000 euro al mese, sono stati ottenuti a partire da una disponibilità iniziale di soli 5 milioni di euro, rappresentata dalle risorse che la Protezione Civile ha dato in gestione a Etimos Foundation. Di questi, 4.530.000 euro sono stati utilizzati per costruire il fondo di garanzia che permette l’erogazione di microcrediti senza chiedere alcuna garanzia personale o patrimoniale. L’erogazione avviene attraverso le banche aderenti al progetto (che sono l’85% degli sportelli del territorio e utilizzano fondi propri), nell’ambito di un accordo che definisce tipologie di prodotto e relative condizioni e impegna le banche stesse a garantire un effetto moltiplicatore sul fondo di garanzia.

Il microcredito si conferma dunque uno strumento potente e innovativo; non solo per i target che raggiunge e la tipologia di aiuto (non assistenziale) che riesce offrire, ma anche per l’efficacia che dimostra nell’utilizzare le risorse che gli vengono affidate, moltiplicandone il valore e l’impatto.

Una conferma scientifica di questa percezione viene dall’analisi svolta dal professor Giulio Tagliavini, economista dell’Università di Parma. A partire dai risultati ottenuti dal progetto Microcredito per l’Abruzzo, Tagliavini ha calcolato il Social Return of Investment (SROI), l’indice che si propone di misurare l’efficacia degli investimenti in progetti di utilità sociale. Secondo questo studio, per ogni euro impiegato inizialmente nel progetto sono stati generati ritorni positivi sulla comunità per 3,9 euro: 5 milioni di euro hanno prodotto fino a oggi ritorni per 20 milioni.

Altrettanto significativa è la distribuzione di questi ritorni tra i diversi stakeholders: ne beneficiano al 50% la popolazione raggiunta dai finanziamenti (che ha ricevuto un capitale maggiore di quello che gli avrebbe assicurato una distribuzione a pioggia dei fondi), al 44% la collettività e lo Stato (per gli effetti in termini di sviluppo economico e sostegno al reddito) e in misura estremamente ridotta (6%) le banche locali.

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